Marika Bertoni Photography
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Stamattina avevo il tempo tra le mani. Sono riuscita a stringerlo. Non ho delle mani grandissime, mani medie. Sono confusa. Ultimamente non facciamo che discutere (Noi) ed io mi sento incastrata in una biglia. Una minuscola biglia di vetro. Lì c’è tutto. Tutto il desiderio di vivere. Sarà un monologo anche questa volta (la avverto). Pensavo che se fisicamente apparissimo per quello che siamo il mondo sarebbe pieno di gente con almeno sei o sette teste, quattro stomachi, infiniti cuori, avremmo bisogno di una struttura corporea nuova. Vivremmo di nuovi spazi e moriremmo di cancri multipli, perchè sarebbe impossibile comprendere tutti questi cuori. Forse saremmo come alberi pieni di rami, forse saremmo radici in movimento alla ricerca della terra nella quale germogliare, dove dare vita alla vita - un bambino multiplo, amato per la sua complessità. Mi sono svegliata così stamattina. Credo che quella bara bianca centri con queste allucinazioni (4 maggio 2010, a Rosa)M.

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